Contenuti per adulti
Questo testo contiene in toto o in parte contenuti per adulti ed è pertanto è riservato a lettori che accettano di leggerli.
Lo staff declina ogni responsabilità nei confronti di coloro che si potrebbero sentire offesi o la cui sensibilità potrebbe essere urtata.
Osservo il foglio bianco.
Resto lì — a provare, a sperare, a convincermi che qualcosa possa salvarmi.
Non so da cosa. Non so da chi.
Forse da me.
Da me, che non riesco a essere felice.
Non davanti al cielo azzurro,
non sotto il sole che mi sfiora la fronte,
non nel suono degli uccelli,
nei passi leggeri dei bambini,
nei sorrisi troppo pieni.
Dentro: lacerazioni.
Solitudine.
Un’inquietudine che non si lascia nominare.
Forse è il mondo a non essere alla mia altezza.
O forse sono io a non esserlo per il mondo.
Vorrei —
sì, vorrei —
attraversare tutto con la leggerezza di una foglia.
Stare a galla e poi sprofondare, senza paura.
Nuotare negli oceani, scendere negli abissi.
Credere. Creare. Brillare.
Morte —
cosa sei?
Cosa vuoi da me?
E io, cosa voglio davvero?
Chi non impara a vivere
finisce per appartenerti?
Eppure la vita la sento.
La sento tutta:
nelle sue contraddizioni,
nella sua calma,
nel suo cielo pulito.
E mi stanca.
Perché, vita?
Perché ti amo proprio così?
Sei una mela da mordere senza misura,
da stringere fino a romperla.
E nello stesso tempo
sei tu che stringi me,
che mi consumi,
che mi fai a pezzi.